Daga

 

La daga è una spada corta a lama larga e diritta che soprattutto nel XIX secolo[senza fonte] armava numerosi corpi armati, come le guardie civiche.

 

In origine fu importata da popolazioni barbare e adottata dalle legioni romane in quanto comoda, maneggevole e molto robusta, caratteristiche che la rendevano adatta a combattimenti ravvicinati. La forma triangolare della lama e la sua larghezza la rendevano robusta e difficile da deformare così da poter essere utilizzata per bucare le corazze dei nemici; tali caratteristiche comuni ad altre lame romane inducono a classificare la daga tra le armi da punta piuttosto che tra quelle da taglio propriamente dette.

 

Molto usata per tutto il medioevo, presentava una lama a V lunga circa 35 cm. Tipici esempi sono la daga a rognoni o la daga a rondelle. Questa particolare daga veniva usata anche in duelli tra il 1400 e il 1600, con le particolari tecniche di combattimento descritte da Fiore dei Liberi, Achille Marozzo, Antonio Manciolino e altri.

 

Successivamente assunse una forma più classica, con lama piatta e stretta, utilizzata da sola, accompagnata dalla cappa o come mano-sinistra.

 

Origine del nome

 

 L'etimologia è incerta: la parola si è diffusa dalla Provenza e dalla Spagna; in antico francese dague significava "corno del cerbiatto" che potrebbe far pensare a una connessione con il basco ada, "corno" appunto. Giacomo Devoto pensava a una *spatha Dāca ma questa ipotesi, come quella di una derivazione dal persiano teg "spada" o da una non ben precisata fonte celtica o germanica, è considerata aleatoria. Il termine è comunque passato in tedesco (Degen, col significato di "spada da duello") e in polacco (daga).