Picca

 

La picca è un'arma inastata costituita da una punta metallica di varie forme e fogge montata su un'asta di legno (preferibilmente frassino), della lunghezza variabile tra i 4 e i 5 metri, il cui uso crebbe dal XII secolo in poi. La sua comparsa sui campi di battaglia sconvolse le formazioni di cavalleria che si infrangevano su queste lunghe e potenti armi, mentre un gran numero di uomini, anche poco addestrati, popolò gli scontri dell'epoca.

 

 

Caratteristiche

 

Ciò che distingue nettamente la picca dalle altre armi bianche ed armi in asta è indubbiamente la sua lunghezza, che normalmente varia tra 3 e 5 metri, fino a raggiungere in alcuni casi 6 o 7 metri. Una tale lunghezza rendeva necessario l'uso di un legno piuttosto forte e robusto per l'asta, che generalmente era ricavata da frassino ben stagionato; l'asta veniva inoltre rastremata verso la punta, in modo da prevenirne la curvatura nella parte terminale, che era comunque impossibile da eliminare completamente e rimase sempre una caratteristica delle picche, specialmente quelle di maggior lunghezza. Come ulteriore rinforzo alla struttura, venivano spesso aggiunte nella parte terminale dell'asta dei rinforzi metallici, detti "guance".

 

Impiego e Tattiche

 

Le modalità di impiego della picca erano fortemente influenzate dalla sua lunghezza; la picca infatti era pressoché inutilizzabile in corpo a corpo, per cui gli uomini armati di picca spesso potevano essere equipaggiati anche di altre armi bianche per lo scontro ravvicinato; raramente veniva portato anche uno scudo di piccole dimensioni per la difesa personale. Achille Marozzo nel suo trattato di scherma proprone comunque tecniche di picca da usare in caso di duello tra due singoli, con tecniche ovviamente differenti a quelle utilizzate tra 2 schieramenti

 

La modalità naturale di impiego della picca consisteva nel presentare al nemico una selva appuntita di armi che lo teneva a distanza; tipicamente veniva assunta una formazione chiusa, a "riccio", spesso in cerchio o in quadrato in modo da presentare le armi su tutti i lati. Questa tattica basilare risultava efficace specialmente se ad impiegare le picche erano truppe non addestrate, come ribelli o milizie, che semplicemente puntavano l'arma verso il nemico e rimanevano in posizione stazionaria, riuscendo a respingere anche cariche di cavalleria.

 

Truppe addestrate potevano impiegare la picca anche in azioni offensive, come dimostrarono nel Rinascimento gli svizzeri; in tal caso le truppe assumevano una formazione chiusa, in cui le prime 4-5 file puntavano le proprie armi contro il nemico mentre le successive tenevano le proprie armi alzate, pronti a riempire i vuoti dovuti alle perdite; una tale formazione avanzava minacciosamente a picche spianate, e dove le picche tenute verticalmente erano più fitte garantiva anche una certa protezione dal lancio di frecce.

 

Le formazioni impiegate avevano tuttavia alcuni gravi svantaggi: la formazione offensiva a falange, pur presentando un muro di picche quasi impenetrabile sul fronte, era molto vulnerabile sui fianchi e sul retro; un attacco sferrato in questi punti poteva portare facilmente alla rottura della formazione, in seguito alla quale i picchieri perdevano ogni efficacia. Inoltre l'assoluta necessità di impiegare formazioni chiuse portava ad una estrema vulnerabilità nei confronti delle armi da fuoco e delle artiglierie in genere, che potevano facilmente concentrare il fuoco su queste grosse e lente formazioni causando perdite molto gravi.

 

Storia

 

La picca venne utilizzata in guerra fin dai tempi più remoti e, con periodi di declino che la videro momentaneamente scomparire dai campi di battaglia, fu impiegata fino al XVIII secolo.

 

La Picca nel Medioevo

 

In Europa occidentale la picca fu introdotta in combattimento nel corso del Basso medioevo da parte di forze scarsamente addestrate formate da miliziani, come i fiamminghi e gli scozzesi, e in mano a tali forze dimostrò la propria efficacia nel respingere la potente e addestrata cavalleria feudale: nel 1302 i cavalieri francesi furono decisamente respinti dalle milizie fiamminghe nella battaglia di Courtrai, detta "degli speroni d'oro", mentre il 1314 vide la sconfitta delle forze inglesi che tentavano di sottomettere la Scozia nella battaglia di Bannockburn, dove gli scozzesi si disposero in formazioni difensive chiuse dette "schiltron". Non sempre tuttavia la picca permetteva di sconfiggere gli avversari, e venne presto alla luce la vulnerabilità delle formazioni di picchieri alle armi da lancio e all'artiglieria, nonché la vulnerabilità dei loro fianchi: nel 1333 gli schiltron scozzesi furono annientati dalle nuove tattiche inglesi basate sull'arco lungo nella battaglia di Halidon Hill, mentre nel 1382, nella battaglia di Roosebeke, le forze francesi sconfissero i fiamminghi grazie al tiro delle balestre e ad una carica sul fianco scoperto degli avversari.