Fortificazioni

 

 Fortificazioni

 

Il disfacimento degli stati centralizzati determinò il sorgere di vari gruppi dediti alla scorreria su larga scala quale fonte di sostentamento. In ciò si distinsero particolarmente i vichinghi (ma non furono da meno arabi, mongoli e magiari).

 

Poiché si trattava normalmente di gruppi piccoli, che avevano l'esigenza di spostarsi velocemente, costruire fortificazioni si rivelò una scelta idonea a garantire rifugio e protezione alle persone, così come il benessere materiale della regione che provvedeva in tal senso.

 

Vi fu un'evoluzione di questi manufatti nel corso del Medioevo, fino a consacrare quale struttura paradigmatica del genere il castello, parola che nell'immaginazione di molti rappresenta un istintivo sinonimo di Medioevo.

 

Il castello, sede permanente delle élite locali, fungeva da luogo di rifugio per le popolazioni della zona, e dal suo interno si potevano inviare truppe a contrastare le scorrerie, o a frustrare gli sforzi, condotti da più numerosi eserciti, di rifornirsi depredando la regione. Ciò era reso possibile da quella superiorità locale - sui "cercatori di provviste" - che (in assenza del castello) non si sarebbe potuta vantare sull'intera schiera ostile.

 

Le fortificazioni offrivano molteplici vantaggi: davano riparo nei confronti di eserciti troppo grossi per essere affrontati in campo aperto; annullavano il ruolo della cavalleria pesante. Costruire macchine d'assedio, poi, richiedeva molto tempo, e di rado poteva portare qualche frutto in assenza di un'idonea attività preparatoria; molti assedi potevano perciò aver bisogno di mesi, se non di anni, prima di indebolire o demoralizzare i difensori, e solide fortificazioni, munite di adeguate provviste, potevano perciò decidere di un conflitto come arma puramente difensiva.