Organizzazione

 

 

Organizzazione

 

Cavalieri

 

Un cavaliere medievale, di norma, era un soldato "montato" e munito di armatura, spesso legato alla nobiltà se non addirittura alla casa reale, sebbene (specie nel nord-est europeo) i cavalieri potessero essere uomini di estrazione sociale alquanto umile, e perfino "non liberi". Il costo delle armature, dei cavalli e delle armi era ingente. Ciò, assieme ad altre cause, contribuì a trasformare il cavaliere (almeno nell'Europa occidentale), in una classe sociale distinta dagli altri guerrieri. Durante le Crociate, sacri ordini di cavalieri combatterono in Terra Santa.

 

Cavalleria pesante

 

La cavalleria pesante, armata con spade e lance, giocava una parte di spicco nelle battaglie medievali. Reparti di tale tipo venivano spesso impiegati per caricare le formazioni nemiche.

 

Fanteria

 

Il ruolo della fanteria è stato ignorato nel passato da scrittori che rivolgevano la propria attenzione soltanto alla figura dei cavalieri, ed alla connessa cavalleria pesante. La fanteria era reclutata ed addestrata in un'ampia varietà di modi nelle diverse regioni europee e nei vari periodi che assieme compongono il Medioevo (un arco di circa mille anni); ad ogni modo, i fanti hanno probabilmente sempre costituito il grosso di un esercito medievale da campagna. Era normale, nelle guerre che si protraevano a lungo, l'impiego di fanti mercenari. Per lo più gli eserciti annoveravano rilevanti aliquote di picchieri, arcieri ed altri soldati appiedati. Negli assedi, che forse erano la fase più comune della guerra medievale, le unità di fanteria trovavano impiego come componenti delle guarnigioni ed arcieri, oltre ad altre posizioni. Esistevano diversi tipi di fanteria, che variavano a seconda dei territori in cui venivano utilizzate. Ad esempio nel nord-ovest Europa gli schieramenti di fanteria utilizzavano armi da mischia come l'ascia ad una mano, il che li rendeva imbattibili contro la fanteria leggera,ma vulnerabili alla cavalleria

 

Il reclutamento o leva dei soldati

 

Nell'Alto Medioevo era dovere morale e cavalleresco di ciascun nobile rispondere al richiamo bellico fornendo "di tasca propria" uomini e mezzi, arcieri e fanteria, oltre, naturalmente, alla propria personale e valorosa partecipazione alla guerra. Un tale sistema decentrato era reso necessario dall'ordine sociale di quel tempo, ma produceva forze eterogenee per addestramento, equipaggiamento ed attitudine militare.

 

Al crescere del potere dei governi centralizzati, si verificò una reviviscenza degli eserciti di cittadini che avevamo conosciuto nel periodo classico, ed al contempo la coscrizione esercitata nella classe agraria si palesò quale strumento di centrale importanza nell'organizzazione bellica. L'Inghilterra era uno degli stati medievali più centralizzati, e gli eserciti che essa schierò nella Guerra dei Cent'anni erano per lo più composti di professionisti che percepivano una retribuzione. In teoria, ogni inglese doveva prestare servizio in armi per almeno quaranta giorni. Quaranta giorni non erano un periodo di tempo sufficiente per una campagna, specie se essa si svolgeva sul continente europeo. Pertanto venne introdotto nel XII secolo lo scutagim (che traeva il suo nome dal latino scutum, lo scudo dei fanti dell'antica Roma), istituto per cui molti inglesi pagavano per essere esentati dal servizio: anche in virtù di quel denaro nacque l'esercito professionale inglese.

« Il combattimento può essere analizzato come una specie di gioco di comunicazioni, in cui la maggior parte della violenza è fondamentalmente psicologica, finché una delle parti si disperde in una ritirata disorganizzata. Dopo che la struttura organizzativa di un esercito si è frantumata - cioè quando non può più agire come coalizione di imposizione dell'ordine che disciplina i propri uomini - l'esercito diventa vulnerabile di fronte al nemico ed è allora che subisce le perdite peggiori. »

 

(Randall Collins)

 

Nel corso del Medioevo le zone più agiate dell'Europa, specie l'Italia, iniziarono ad affidarsi soprattutto ai mercenari per le loro guerre. Si trattava di gruppi di soldati di mestiere, destinati a ricevere una paga prefissata (il soldo, da cui l'etimologia stessa di "soldato"). I mercenari di solito erano soldati efficaci fin tanto che durava il loro morale, ma - al contrario - pronti a sbandarsi e fuggire nel momento in cui pareva che la partita fosse perduta. Questo era un argomento per ritenerli senz'altro meno affidabili di un esercito permanente. I combattimenti che opponevano unicamente mercenari da entrambe le parti (fondandosi alla fine più sulla "simbolicità" delle manovre che sulla fisicità dello scontro) portavano di conseguenza a spargimenti di sangue relativamente ridotti.

 

I cavalieri erano indotti alla battaglia da obblighi sociali e feudali, come abbiamo già detto, ma anche dalle prospettive di profitto e di ascesa sociale. Infatti chi tra loro si comportava bene sul campo di battaglia aveva buone probabilità di aumentare i propri possedimenti e/o accrescere il proprio rango. Non andava neppure trascurato il potenziale vantaggio acquisibile dal saccheggio e dalla prassi di chiedere un riscatto per rilasciare i prigionieri nemici. Per i cavalieri la guerra medievale era, tutto sommato, un affare a basso rischio. Vi erano molte buone ragioni per cui i nobili evitavano di uccidersi reciprocamente: sovente erano imparentati, avevano precedentemente combattuto dalla stessa parte ed erano in ogni caso membri di una medesima élite culturale. A ciò si aggiunga che il riscatto da pagare o da incassare poteva essere una somma ingente. Perfino i plebei, che ovviamente non vantavano vincoli di affinità o cultura, difficilmente si sarebbero macchiati le mani con il sangue di un nobile, preferendo piuttosto lucrare sul riscatto, sulla spoliazione di un pregiato cavallo, dell'armatura e degli altri preziosi "accessori" dell'alto lignaggio.

 

Armi

 

Arco

Longbow

Balestra

Picca

Lancia

Scudo

Daga

Spada

Ascia

Piccozza da cavalleria

Mazza ferrata

Martello

Spadone