Rifornimenti e Logistica

 

Rifornimenti e logistica

 

Secondo un famoso modo di dire di Napoleone "un esercito marcia sul suo stomaco": ciò ha invero segnato tutte le campagne militari della storia. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, gli strateghi europei medievali avevano ben poche nozioni di logistica. Mentre le piazzeforti, quali i castelli, erano attentamente rifornite, gli eserciti in campagna non sapevano o non volevano approvvigionarsi razionalmente ed in via preventiva.

 

Saccheggio e foraggiamento

 

Il metodo consueto di risolvere i problemi logistici medievali era foraggiarsi, ovvero "far fruttare la terra". Posto che le campagne medievali erano spesso coordinate al servizio di aree ben popolate d'insediamento umano, un esercito in viaggio requisiva con la forza tutte le risorse disponibili sui territori attraversati, dal cibo alle materie prime ed agli equipaggiamenti. Far fruttare la terra non è molto facile quando non vi è cibo pronto da mangiare, ragion per cui esisteva, almeno in teoria, una canonica "stagione di campagna", volta a condurre la guerra in un tempo prevedibile, quando cioè vi sarebbero stati sia cibo sul terreno sia condizioni meteorologiche relativamente buone. Questa stagione andava dalla primavera all'autunno, poiché per l'inizio della primavera tutti i prodotti agricoli sarebbero stati messi a dimora, lasciando in tal modo i maschi liberi per la guerra fino al tempo del raccolto, ad autunno avanzato.

 

Il saccheggio di per sé era spesso l'obiettivo di una campagna militare, sia per pagare i mercenari, sia per catturare risorse, ridurre la capacità bellica del nemico, oppure come calcolato affronto al governo avversario. Esempi del genere sono gli attacchi vichinghi attraverso l'Europa, o le chevauchées estremamente distruttive condotte dagli inglesi nella Francia settentrionale nel corso della Guerra dei Cent'anni (1337 - 1453).

 

Catena di rifornimento

 

Quando un esercito faceva propriamente la scelta, o vi era costretto, di portare con sé i rifornimenti, si istituiva una catena di rifornimento o coda logistica, da un territorio amico all'esercito stesso. La catena di rifornimento dipendeva dal controllo sulle strade (in Europa soprattutto le vecchie strade romane), o su vie d'acqua navigabili come fiumi, canali o mari.

 

Proprio il trasporto via acqua era la soluzione logistica preferita, il trasferimento massiccio di materiali via terra non essendo destinato a rivoluzioni sostanziali sino all'invenzione della ferrovia (1804) e del motore a combustione interna (1823).

 

Durante la Terza crociata (1189-1192), Riccardo I d'Inghilterra fu costretto a rifornire il suo esercito come se fosse stato in marcia attraverso un territorio deserto e sterile. Effettivamente, in quel frangente fece spostare costantemente le truppe lungo la costa, per ottenere rifornimento dalla propria flotta navale. Analogamente, le campagne romane nell'Europa centrale erano spesso imperniate sul controllo dei fiumi Reno e Danubio, sia come ostacoli naturali, sia come vie di comunicazione.

 

L'equivalente terrestre era costituito dalle carovane merci (salmerie), che spesso costituivano un aspetto problematico. Infatti, le salmerie costringevano gli eserciti a spostamenti più lenti, e relativamente meno protetti. Gli attacchi ai carriaggi avversari - pensiamo, ad esempio, alla già ricordata battaglia di Agincourt, immortalata dal dramma storico Enrico V di William Shakespeare - potevano paralizzarne definitivamente l'efficienza operativa. Poiché la carovana delle salmerie era sprovvista di scorta, attacchi del genere erano considerati sleali. Ciononostante, il convoglio logistico di un nemico allo sbando era spesso avidamente saccheggiato dai vincitori.

 

Carestia e malattie

 

L'insuccesso della logistica per un esercito medievale si traduceva sovente in carestia e malattie, con ovvi riflessi sul morale delle truppe. Frequentemente l'assediante pativa la fame mentre aspettava che l'assediato capitolasse per la stessa ragione; in tal caso era l'assediante che si sbandava e desisteva dall'assedio intrapreso. epidemie di vaiolo, colera, tifo e dissenteria si diffondevano comunemente negli eserciti medievali, specie se mal riforniti o in condizioni di ozio. Nel 1347 la peste bubbonica esplose nelle file l'esercito mongolo intento all'assedio delle mura di Caffa in Crimea, ed il morbo in seguito si diffuse in tutta Europa, tristemente ricordato come Morte nera.

 

Per gli abitanti di un luogo conteso era abbastanza normale patire la fame nei periodi prolungati di guerra, per tre ragioni:

 

gli eserciti alla ricerca di cibo consumavano tutte le scorte che trovavano

i percorsi terrestri seguiti dagli eserciti in movimento devastavano i terreni seminati, vanificando il successivo raccolto

i contadini, che costituiva la massa dell'esercito, ossia la fanteria, pativano le perdite maggiori nei combattimenti, e ciò comprometteva ulteriormente le rese della stagione agricola.