Le università

 

Il rinnovamento culturale dei secoli XII e XIII non si può comprendere appieno senza ricordare le modifiche apportate al sistema educativo. Nelle città fu possibile aumentare il livello di istruzione generale, con le necessità di leggere, scrivere e far di conto ormai imprescindibili per le attività mercantili. Si sviluppò così una sorta di scuola primaria privata, alla quale poteva seguire la scuola d'abaco, dove si insegnavano ai ragazzi più grandi nozioni di matematica e di ragioneria.

 

Per quanto riguarda il livello superiore di istruzione, nel XIII secolo alle scuole cattedrali si affiancarono le università, che nacquero come associazioni private di studenti, che subito mirarono a un riconoscimento ufficiale e alla concessione di benefici di carattere giuridico e economico. Un precedente per le università fu la scuola medica salernitana, dove si studiavano la medicina e la filosofia, traducendo testi dal greco e dall'arabo. Le prime sedi universitarie nacquero collegate alle scuole cattedrali o in maniera autonoma in un po' tutta Europa. La prima fu Bologna, alla fine del XII secolo, seguita da Parigi all'inizio del XIII secolo e diverse altre nel corso del secolo. Il centro di maggior fervore culturale era Parigi, ma la più antica documentazione di un'università si ha per Bologna (1088), dove si istituzionalizzò una scuola di diritto gestita da laici già esistente. Seguirono a breve distanza Padova (1222), Napoli (1224) e, al di fuori dell'Italia Oxford, Cambridge, Salamanca (1218) e la stessa Parigi. Nel XIV secolo le istituzioni universitarie fecero la loro comparsa in Germania e nell'Europa centro-orientale con Praga (1348), Vienna (1365), Heidelberg (1382) e Colonia (1388). Dovettero attendere il secolo successivo i paesi scandinavi (Uppsala nel 1477 e Copenaghen nel 1479).

 

Le università posero la richiesta di testi per lo studio a buon prezzo, cosa impensabile per i preziosi e lunghi da realizzare codici in pergamena. Per questo si diffusero le peciae, ovvero dei fascicoli venduti da appositi librai (gli stationarii), dove comparì la carta, materiale più economico la cui tecnica di produzione fu portata in Occidente dagli arabi, che l'avevano appresa dai cinesi.